venerdì 15 gennaio 2010

rettifiche al post e risposte alla posta

Per evitare il risentimento di gente permalosa, rettifico alcune cose dell’ultimo post:

1) il gestore dell’agenzia d’aste d’arte “L’Ariete” non è l’uomo dalla “esse” più sonora dei Lidi, ma un fine dicitore dalla voce sexy e profonda, degno erede di Alberto Lupo;

2) il Presidente non è stato spacciato per una raffinata statua del Buddha dormiente, ma per una pregiata copia tardo ellenistica del Discobolo di Mirone;

copia romana della celebre statua del discobolo di Mirone

la raffinata copia del discobolo di Mirone battuta alla casa d'aste "L'Ariete"

3) la cifra di aggiudicazione è stata dichiarata in 12 euro e mezzo esclusivamente per motivi fiscali: in realtà si vocifera di un importo enormemente superiore;

4) i membri del team che si sono aggiudicati l’asta non erano vestiti da bonzi tibetani, bensì da guerrieri achei;

5) i due protagonisti della disavventura sulle nevi non sono anziani membri del team, ma giovani e vigorosi “membri anziani del team”: praticamente una carica onorifica;

6) la “Arbeit Zimmerfrei” non è una casa di riposo, ma la più esclusiva “beauty farm” della zona, gli assistenti sociali erano giovani massaggiatrici geishe e i rottweiler dei pechinesi, per di più castrati.

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Qualche sorpresa nella posta elettronica.

Si è rifatto vivo dopo tanto tempo uno dei desaparecidos (se non vi ricordate, guardate qui) - il più corpulento del gruppo - che, dopo averci fatto gli auguri, auspicava che ci si potesse “reincontrare magari su un campo neutrale...direi presso i campi del  B. Las Vegas tanto per intristirci tutti un pò..!!”.

Io direi che potremmo reincontrarci dietro il bagno Las Vegas, all’alba, assistiti dai padrini: scegli tu l’arma, basta che non sia una forchetta, (ovviamente, con quella saresti imbattibile…).

E poi comunque dobbiamo smetterla con queste facili ironie sul bagno Las Vegas.  Non è un bagno triste o inospitale, ma solamente un bagno riservato. Sempre per  e-mail, una delle tre migliori giocatrici degli ultimi 150 anni mi ha mandato una foto, che casca a fagiolo.

in primo piano, un membro del team sorveglia le evoluzioni del gabbiano, che pare intenzionato a sganciare sui campi; sullo sfondo deserto, il bagno Las Vegas 

Come noterete, dietro si vede una rete del Las Vegas con due curiosi cartelli appesi ai  lati;

l'ingrandimento rivelatore!

ingrandendo si evidenzia la cordiale scritta di benvenuto: “L’utilizzo dei campi è riservato ai clienti del bagno Las Vegas”, a cui una vile mano ignota ha però misteriosamente aggiunto, tra le parole “ai” e “clienti”, il numero “3”. Come a rimarcare, tra i giocatori di beach tennis del suddetto bagno, la costante e cronica assenza di un quarto. 

Si vede che lì, come dicevano i latini, “quartum non datur”.

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Se qualche lettore di questo blog volesse poi dare una mano alla popolazione di Haiti, può donare 2 euro per ogni  SMS inviato al numero 48541 dai cellulari Tim e Vodafone, o anche da rete fissa Telecom Italia.

Grazie.

mercoledì 13 gennaio 2010

un felice epilogo ed una nuova disavventura

Come previsto, il Presidente è già tornato a casa.

I dubaiti lo hanno rispedito - addormentato -, avvolto in un vecchio tappeto persiano diretto a Smirne, ma erroneamente recapitato presso la nota agenzia di aste d’arte “L’Ariete” del Lido degli Estensi. Il gestore dell’agenzia (l’uomo dalla “esse” più sonora dei Lidi: memorabile la sua descrizione di un quadro di non so quale artista contemporaneo, le cui dimensioni erano di “centimetri sciescianta per sciescianta”), dopo un primo momento di comprensibile sorpresa, ha colto al volo l’opportunità di trarre vantaggio dall’inaspettato evento, e a parte il tappeto che ha spacciato per un Bukhara del XVI secolo (“sciedicescimo sciecolo”), ha tentato di battere all’asta anche il Presidente, ancora assopito, spacciandolo per una raffinata statua del Buddha dormiente.

falsi monaci tibetani tentano il recupero del Presidente

Alcuni membri del team, prontamente avvisati di quanto stava accadendo da amici della zona, si sono precipitati all’agenzia travestiti da bonzi e, dopo una strenua gara con offerte al ribasso, si sono aggiudicati la presunta statua per la ragguardevole cifra di 12 euro e mezzo.

Poche ore dopo il Presidente, ancora confuso, è stato restituito agli affetti della famiglia.

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Purtroppo dobbiamo segnalare un’altra disavventura occorsa a due anziani membri del team.

I due poveretti, raggirati da persone che avevano magnificato loro la bellezza della montagna durante l’inverno, sono stati avvistati sui campi innevati delle Dolomiti dove, storditi dall’ambiente ostile, per rinfrancarsi avevano cominciato a palleggiare lanciandosi sulle prime dei canederli e successivamente rudimentali palle di neve pressata.

Avvicinati con cautela dai feroci assistenti sociali di una casa di riposo della zona, la “Arbeit Zimmerfrei”, sono stati prontamente catturati e rispediti a casa. 

l'attimo prima della cattura, mentre i due vengono circondati dagli assistenti e dai loro rottweiler, di norma utilizzati per la pet therapy

Ora riposano serenamente, abbracciati alla loro racchetta, cercando di dimenticare la brutta avventura.

giovedì 7 gennaio 2010

tutto è bene quel che finisce bene

 Purtroppo l’inevitabile è accaduto. 

 E questo quando ancora non avevamo ancora smaltito l’euforia per l’affare appena concluso: in cambio delle tre migliori giocatrici degli ultimi 150 anni avevamo inaspettatamente ottenuto i quattro cammelli richiesti. 

le tre migliori giocatrici degli ultimi 150 anni posano ignare dei tumultuosi eventi in corso (sullo sfondo le quattro creature coinvolte, altrettanto ignare di quanto sta succedendo) 

 Anche se il quarto cammello, per la verità, era piuttosto spelacchiato e si è rivelato fin da subito affetto da una brutta forma di colite cronica, flatulenza molesta e incontinenza intestinale. Il tutto completato da strane cose che si agitavano nelle feci dello sfortunato animale e che sulle prime pensavamo fossero dei serpenti ma che poi esperti locali ci hanno rivelato essere vermi, generati dal fatto che probabilmente la bestia non era stata adeguatamente sverminata nella prima infanzia (vale a dire, supponiamo, non meno di 50 anni fa).

 Beh, dicevo, non avevamo ancora smaltito l’euforia che ci è arrivata subito addosso l’inaspettata doccia fredda: in sostanza è successo che, a poche ore dalla conclusione dello scambio, i nostri contraenti arabi hanno invocato il diritto di recesso. 

 L’interprete ha provato a sintetizzarci le motivazioni di questo inaspettato dietro-front.

 Pare che la meno remissiva delle tre ragazze abbia cominciato a rompere i maroni (strano, per come la conosco non è da lei…) in misura tale che l’emiro avrebbe, in sintesi, esclamato: “Vabbè Dubai, ma grosse come me le hanno fatte venire queste – specialmente quella piccola mora (quella al centro della foto, per capirci) che non ha fatto altro che starnazzare fin dal primo momento - proprio NO!”

 Visto che i datteri ce li eravamo spazzolati in un battibaleno e che ai cammelli c’eravamo già un po’ affezionati, ci dispiaceva rinunciare all’affare concluso, e quindi abbiamo cercato di riaprire la trattativa salvando il salvabile.

 Dopo un faticoso balletto di proposte e controproposte con i vertici dell’emirato, siamo comunque riusciti ad arrivare alla geniale soluzione! Tenuto conto dell’immaginario estetico e delle preferenze somatiche dei popoli mediorientali (si sa, il capello biondo, le forme procaci e generose…), al posto delle tre donzelle abbiamo ceduto qualcosa di altrettanto prezioso: 

in primo piano, l’allettante contropartita 

 Tanto tra un po’, quando capiranno cosa gli costerà mantenerlo, ci rimanderanno indietro pure lui.

lunedì 4 gennaio 2010

potevamo forse mancare?

Tanto per smentire le voci secondo le quali nel pomeriggio di ieri sarebbero state viste sagome sospette agitarsi attorno alla rete ancora issata nei pressi del Bagno Spina (pare sbuffassero come cetacei spiaggiati, ma più probabilmente saranno stati leoni marini, o forse otarie…), pubblico volentieri la foto del team che, in qualità di ambasciatore del beach tennis nel mondo, ha appena partecipato alla cerimonia inaugurale del grattacielo più alto del mondo, il “Burj Dubai” – il cui nome è stato prontamente cambiato in “Burj Khalifa” in onore dello sceicco che ci ha messo i soldi.

Vista la promettente vocazione beachtennistica del Golfo Persico, ci è stato proposto di organizzare sulle spiagge dell’Emirato il prossimo torneo di racchettoni. Dopo un  breve consulto, abbiamo accettato con entusiasmo; in cambio ci siamo limitati a chiedere che il grattacielo venisse ribattezzato “Burj Zurma”, di essere nominati Gran Visir, che ci fossero messi a disposizione sine die i cinque piani centrali dell’Hotel Armani che, per l’occasione, abbiamo preteso venissero riarredati da Dolce&Gabbana (così, tanto per rompere i maroni), oltre naturalmente ad un harem a testa di giovani danzatrici del ventre.

Gli astuti arabi, dopo una frenetica discussione nella lingua locale i cui fonemi ricordano curiosamente delle risate sguaiate, hanno formulato la loro controproposta: offrirebbero mezzo chilo di datteri, due taniche di benzina e tre cammelli in cambio delle “tre migliori giocatrici degli ultimi 150 anni”.

Beh, se arrivano a darci quattro cammelli, quasi quasi accettiamo…

mercoledì 30 dicembre 2009

potrete dire: "io c'ero!"

 Diciamo subito che la tempestività non è mai stata il mio forte.  

 Ora però, sbollito l’enorme impatto emotivo scatenato dall’evento, possiamo permetterci una qualche considerazione sull’avvenimento beachtennistico dell’anno, l’attesissimo 1° torneo prenatalizio “Zurmoise” che si è svolto martedì 8 dicembre presso il Beach Planet di Ferrara.

 

 Nel breve volgere di poche ore sono andati in scena vecchi miti e giovani mitomani, che hanno rappresentato sul proscenio sabbioso (e cosa c’è di più sfuggente della sabbia? 1) la vita, dice il filosofo; 2) il vento, dice il poeta; 3) l’acqua, dice il naturalista; 4) il tuo stipendio, dice il commercialista) la sintesi dell’esistenza umana, le complesse parabole che vanno dalla sconfitta alla vittoria, dal dolore alla gioia, dalla sfortuna alla fortuna, dalla giustizia all’ingiustizia, dall’euforia all’amarezza, dalle grandi aspettative deluse alle grandi delusioni attese, dall’etica all’estetica, il tutto passando fortunatamente attraverso il ridicolo. 

 E tutto questo per testimoniare che lo sport - e in questo caso il beach tennis, nelle sue espressioni più alte - è metafora della vita, che la vita è unica e deve essere intensamente vissuta, e che quello che mi sono bevuto durante le feste di Natale non l’ho ancora smaltito tanto bene.

 Comunque eccovi il resoconto dell’evento; prossimamente posteremo anche qualche filmato o altri contributi che qualcuno di buon cuore (vero, Max…) volesse mettere a disposizione.

 

il Presidente del team arringa i presenti


a sorpresa il Presidente designa il nuovo amministratore delegato


alcune concitate fasi di gioco


beh, in questo caso il temine "concitato" mi sembra un tantino eccessivo...


gli ambiti e prestigiosi trofei


il Presidente premia le 3 migliori giocatrici degli ultimi 150 anni (ormai 151...)


una delle coppie arrivate bene o male alla fine


questi due pare abbiano incredibilmente disputato la finale (è tutto un magna magna...)


e questi millantano addirittura di avere vinto (ma per favore...)


i giovani virgulti, che ci fanno sperare in un futuro migliore


viene premiato il miglior giocatore del torneo. Incredibile: è il Presidente!!!


stanchi ma felici, i protagonisti di questo memorabile pezzo di storia


E buon anno a tutti.

lunedì 21 dicembre 2009

regalino per le feste!

Certo che il tempo non aiuta, ma non pensate che basti un po’ di neve per mandare tutto a gambe all’aria!

Siamo ancora qui, e tutto questo tempo di assenza dal blog non è trascorso invano. Dato che il Natale incombe e il nuovo anno è alle ormai porte, al termine di un parto lungo e difficile abbiamo confezionato quello che vorrebbe essere un regalino di Natale per tutti voi.

Certo non è stato facile, ci sono state resistenze, in tanti si sono preoccupati e impermalositi…

La Pirelli ci ha implorato di soprassedere per non compromettere il loro lancio editoriale, Max e Playboy hanno ammesso che quello che stavamo per pubblicare era troppo sexy anche per loro, e frate Indovino – semplicemente - ha minacciato di scomunicarci.

D’altra parte abbiamo ricevuto anche molti incoraggiamenti: per esempio R. Biasini - famoso e quotatissimo hair stylist della città almeno quanto tristemente noto e screditato giocatore di beach tennis del litorale - ci ha proposto di pubblicarne una versione piccolina e profumata, da offrire in omaggio ai clienti del suo salone.

Avrete ormai capito che, cliccando sul link qui sotto

 i dannati del beach tennis Calendario 2010                                                                                                                                     

vi apparirà il primo, imperdibile calendario de “i dannati del beach tennis”.

 Potrete guardarlo, scaricarlo, stamparlo e appenderlo: darà luce alle vostre case, rallegrerà i vostri mesti uffici e sarà il viatico per uscire dal buio inverno ed affacciarsi alla nuova, radiosa stagione estiva.


lunedì 14 dicembre 2009

il campo (3)

Scusate l'assenza, ma ho dovuto pistolare con il computer. Gli 80 miseri giga del mio hard disk erano agli sgoccioli, il sistema operativo continuava a  minacciarmi con sinistri avvisi e allora via con backup, pulizie, deframmentazioni, ottimizzazioni e chi più ne ha più ne metta (e con questo spero di impietosire mia moglie sulla ormai ineludibile necessità di sostituire il pc).

In attesa del resoconto - in fase di elaborazione, e mi raccomando, inviatemi per e-mail fotografie, testimonianze e quant'altro che possa tornare utile per documentare lo storico evento - sullo svolgimento del 1° torneo "Zurmoise", accontentatevi della terza (e forse ultima?) parte della disquisizione sui campi da beach tennis.

il campo-3